INSEGNARE, APPRENDERE, INNOVARE E FUNZIONARE.

BUONE PRATICHE DI APPRENDIMENTO DIGITALE “GESTIRE L’ANSIA DA PRESTAZIONE IN MATEMATICA”
31 luglio 2017
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di Raffaele Cariati

Osservazioni sull’esperienza di formatore-relatore al corso di formazione docenti STRATEGIE DIDATTICHE E METODOLOGIE INCLUSIVE PER IL LAVORO IN CLASSE DEGLI ALUNNI CON D.S.A. E ALTRI B.E.S. – Centro Territoriale di Supporto Istituto Comprensivo Statale n.4, Oristano.

6-7-8 aprile 2017

 

L’insegnante deve essere animatore del processo educativo, deve saper provocare amore per l’oggetto di studio, saper suscitare la passione per lo studio che si autoalimenta…”

P.P.Pasolini

 

L’attività di relatore e formatore presso il Centro Territoriale di Supporto “Centro Victor” di Oristano, ha permesso di valorizzare l’esperienza, acquisita negli ultimi quattro anni, nel doppio ruolo di insegnante di discipline scientifiche e di operatore didattico digitale nel laboratorio convenzionato Anastasis, specialistico per alunni con D.S.A.

La richiesta di intervento formativo verteva sull’apprendimento significativo e sulla produzione di mappe concettuali e di altre rappresentazioni visuali della conoscenza, utilizzando anche risorse e strumenti digitali. Nello specifico, sono state organizzate attività laboratoriali digitali dedicate a docenti raggruppati secondo il segmento dell’utenza scolastica (primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado).

Un clima positivo e collaborativo si è instaurato sin dal primo giorno dedicato agli interventi dei relatori riuniti in plenaria con i docenti. Con entusiasmo e passione, si è discusso di cosa sia possibile fare in aula (dominio territoriale e pedagogico di ogni insegnante), per permettere all’intervento educativo di essere efficace e permettere ai protagonisti dell’evento educativo stesso, di funzionare. Condizione necessaria affinché ciò si concretizzi, è sicuramente la passione per la professione, ma anche strutturare le consapevolezza che i bisogni educativi speciali sono un’occasione per rinnovare e al tempo stesso recuperare la centralità della professione del docente.

A livello metodologico l’indicazione prevalente è sicuramente la teoria dell’apprendimento significativo di Novak, che è soprattutto una teoria dell’insegnamento in quanto conferisce al docente un ruolo di guida e di facilitatore all’interno di un processo di negoziazione nella costruzione di significati complessi, profondi e personali, che conducano all’emancipazione dello studente. Ciò determina un incremento della qualità degli apprendimenti attraverso la relazione gerarchica tra conoscenze pregresse e nuovi contenuti. L’insegnante assume il ruolo di mediatore nella ricerca di tale relazione, operando in uno spazio educativo in cui convergono pensiero, azioni ed emozioni.

Bellissimi presupposti teorici, molto evocativi, ma la platea dei docenti riuniti in plenaria, ha mostrato bisogni concreti non procrastinabili.

Nel rispondere a tale istanze è stato molto efficace e coinvolgente la narrazione di alcune “buone pratiche” d’insegnamento svolte nell’ultimo anno all’interno del laboratorio digitale convenzionato Anastasis specialistico per alunni con D.S.A.

È stato utile far comprendere che non è uno spazio dedicato esclusivamente ai ragazzi, ma che è anche un ambiente favorevole, dove è possibile condividere, misurarsi, sperimentare, accogliere bisogni, sviluppare adeguatezza nella didattica, realizzare un locus che possa essere concepito come una “start up” per l’innovazione e la valorizzazione dell’insegnamento.

Il laboratorio convenzionato Anastasis prevede degli standard qualitativi di alta sostenibilità didattica (uno su tutti il rapporto operatore didattico – numero di studenti), ma nonostante tali condizioni ideali, molte attività svolte in questo contesto possono dare indicazioni metodologiche molto utili ed efficaci, e possono essere differite anche nell’aula scolastica tradizionale, utilizzando in modo attivo la L.I.M., una chiavetta usb con il software TeacherMappe di Anastasis e un’adeguata progettazione didattica.

Nei due giorni successivi l’incontro in plenaria, sono state organizzate due giornate di attività pratiche laboratoriali, incentrate proprio sull’utilizzo del software TeacherMappe, dando indicazioni metodologiche, originando discussioni e collaborazioni, tanto spontanee, quando efficaci, nell’arricchimento di queste mie personali osservazioni.

L’impatto del software TeacherMappe sui docenti, ha generato notevole entusiasmo e si è riuscito a vincere, quel timore riverenziale verso l’introduzione della tecnologia digitale, che spesso molti colleghi provano, in modo razionalmente immotivato. Si è compreso in modo profondo, che il software non va accolto come un nemico – intruso, bensì come un alleato. Questo mutamento di percezione è stato possibile, illustrando il metodo con cui un software possa essere inserito in un contesto di progettazione didattica, come possa accogliere i bisogni e rimuovere gli ostacoli presenti nel contesto stesso, all’interno, però, di obiettivi didattici e pedagogici dichiarati, definiti e imprescindibili.

Utilizzando il software TeacherMappe, molti docenti corsisti hanno riscontrato come permetta di concretizzare i principi della teoria dell’apprendimento significativo e i più entusiasti si sono esposti a commenti secondo cui il programma “ha il futuro dell’insegnamento dentro”.

L’uso di TeacherMappe ha riscontrato fluidità e flessibilità nella gestione dei materiali di studio, estrema facilità e versatilità nel renderli visuali attraverso la costruzione di mappe concettuali e mentali con il modulo SuperMappeEvo.

Fondamentale è stato sperimentare la natura resiliente del software e la sua capacità estrema di creare contenuti multimediali interdisciplinari, che consente di inserire l’attività di docenza, in una cornice culturale più ampia ed attuale.

È stato sottolineato come il suo utilizzo consapevole sia favorevole alla progettazione di attività didattiche in classe in apprendimento cooperativo ed anche in compresenza didattica tra docenti di discipline differenti, mettendo a punto strategie concretamente inclusive, attraverso la negoziazione di punti di vista diversi, che nella collaborazione si arricchiscono e si emancipano.

Il software TeacherMappe si è quindi rivelato un mediatore non solo tra le differenti angolazioni che sussistono tra insegnanti e studenti, ma anche tra i diversi approcci elaborati tra i professionisti dell’educazione.

Il software TeacherMappe ha permesso anche di gestire situazioni piacevolmente impreviste. Durante la pausa prevista all’interno di un turno di lavoro laboratoriale mattutino, una docente di Religione, mi ha invitato ad incontrare una classe presente nell’Istituto. La richiesta nasceva da un rapporto molto problematico del gruppo classe con la matematica, dai connotati molto invasivi e distruttivi. È stata un’esperienza che potrebbe essere denotata come improvvisazione didattica con metodo; l’esito è stato molto positivo, grazie soprattutto al merito della collega, di aver interiorizzato alcuni aspetti illustrati nelle attività condivise precedentemente. Una volta in aula con gli studenti, nonostante l’esiguo tempo a disposizione, si è provato a veicolare ai ragazzi che con l’uso di alcun strumenti presenti in aula e con alcuni cambi di registro sul piano sia emotivo, che semiotico, era possibile accedere alla libertà insita nel pensiero matematico; l’associazione matematica – libertà – creatività ha sciolto alcune opinioni negative nei confronti della disciplina, l’ha pervasa di un’aura di accessibilità, ha prodotto delle emozioni positive legate alle possibilità che il suo apprendimento può determinare. L’uso in aula di TeacherMappe, ha permesso di rinforzare il clima collaborativo con la collega, di coinvolgere il gruppo classe, di permettere loro una partecipazione attiva alla discussione, si è parlato di didattica delle matematica con loro e per loro.

L’aspetto fondamentale, è stato successivamente, alla ripresa dei lavori con gli altri docenti, condividere con tutti i corsisti l’esperienza appena vissuta. Un’esperienza di “training on the job” che ha conferito un senso di efficacia e di spendibilità nell’immediato a tutto il percorso formativo, sino a quel punto, affrontato.

Si può concludere che all’interno di questo corso di formazione docenti, la tecnologia del software TeacherMappe non è stata presentata come un falso mito. Si è cercato di legare l’utilizzo ad una metodologia che migliorasse in modo significativo la qualità dell’apprendimento degli allievi. È emerso che un’immissione pedagogicamente mirata di TeacherMappe, può solo che innalzare i livelli di apprendimento, migliorando il clima di classe. La trasformazione dell’ambiente di classe in cui operiamo facilita il nostro lavoro sia sul piano organizzativo, che decisionale: lo flessibilizza ed arricchisce al tempo stesso, potenzia il nostro senso di autoefficacia nel gestire, organizzare e condividere le risorse didattiche, supporta il coordinamento nei processi collaborativi.

Porterò sempre nella mia mente, il commento, al termine dell’ultimo turno di laboratorio digitale, di una docente con decennale esperienza di insegnamento, inizialmente con un approccio molto timoroso ed impotente, nei confronti dello schermo del pc. Dopo aver ultimato le quattro ore di attività, tra libri digitali PDF, raccolte di indici testuali, nodi, parole legame e video-lezioni, mi ha ringraziato, perché per ben quattro ore consecutive “non aveva avvertito il bisogno di fumare sigarette”, perché nonostante le emozioni negative iniziali, si è divertita ad imparare ad imparare.

Ringraziamenti:

Per l’estrema accoglienza, per il supporto incondizionato e l’alta professionalità

  • Il dirigente scolastico dott.ssa Giuseppina Loi
  • I docenti Pamela Contini, Gianfranco Furriolu e Florinda Melis.